Naxos “Il diamante delle Cicladi”

Naxos, conosciuta anche come Nasso, occupa un posto di primo piano tra le Cicladi. Torri e forti da scoprire, siti archeologici da visitare, antichi templi da cui lasciarsi sedurre e chiese di diverse epoche e stili (sono oltre 500 disseminate in tutta l’isola) testimoniano di una storia tanto lunga che le sue origini affondano nella preistoria fino a impallidire e perdersi nel mito. E come potrebbe essere altrimenti in terra greca.

E il mito vuole che qui Teseo abbia abbandonato Arianna dopo che questa lo aveva aiutato (col famoso filo) a fuggire dal labirinto del minotauro a Creta. E sempre qui Arianna incontrò nientemeno che il dio Dioniso che di lei si innamorò.

La più grande delle Cicladi ha la caratteristica forma di rombo. Incorpora, quasi assimila per vicinanza, quattro isolette Iraklia, Schinoussa, Koufonissa e Donoussa, le Piccole Cicladi: un diamante e le sue quattro gemme. Una peculiarità che si conferma particolarmente favorevole per il visitatore che può godere sia dei vantaggi di una grande isola, sia del facile accesso a quelli delle più piccine.

Ci sono le spiagge, tante anzi innumerevoli, e la trasparenza cristallina dei bassi fondali che nulla hanno da invidiare al sogno più esotico di ogni amante del mare. Lunghe, ghiaiose o morbide e sabbiose, talvolta bianchissime e adorne di tamerici e ginepri, comode (Agios Georgios) o selvagge (Agiassos, Pyrgaki) solitarie, tranquille, o un po’ più frequentate (Prokopios, Agia Anna) , ventose (Mikri Vigla), o più riparate.

C’è la sfida intrigante del Monte Zeus (o Zas) il più alto delle Cicladi, ritenuto dagli antichi greci il luogo di nascita del re degli dei olimpici, che ripaga ampiamente della fatica: dai 1004 m. della cima la vista spazia incantata sul panorama dell’isola.

Ci sono le splendide vallate, fertili e prosperose per abbondanza d’acqua, coltivate a ulivi fichi aranci limoni e viti, e le aspre montagne a fare da sfondo a borghi e villaggi antichi (Chalki, Apiranthos, Filoti, Koronos, e sulla costa Apollonas e Moutsouna per citarne solo alcuni) dal carattere forte, autentico, dove si perpetua l’anima più vera di Naxos e dei suoi abitanti, ancora profondamente legati alle tradizioni che volentieri condividono con i visitatori in occasione delle numerose feste e sagre.

C’è, infine, la briosa, ricca ed entusiasmante vita cittadina di Naxos-Chora , sia diurna che notturna, con i locali, i bar , i ristoranti e le gallerie d’arte e i negozi di prodotti locali eno-gastronomici(formaggi, miele, erbe aromatiche, il kitron, il tipico liquore) e artigianali (sandali in cuoio, manufatti in legno, ceramiche, ricami, gioielli).

Un amalgama perfetto per un’esperienza di viaggio unica che va ben oltre i canoni consueti della vacanza nell’Egeo.

Qui la parola d’ordine è varietà: un’offerta turistica in grado di soddisfare sia chi è alla ricerca del puro relax, sia i più dinamici e attivi, desiderosi di cimentarsi in sport acquatici (windsurf, kitesurf, snorkeling, diving), escursioni in barca e catamarano, in camminate, passeggiate a cavallo o percorsi escursionistici in mountain bike di varia difficoltà.

Naxos-Chora, sulla costa centro settentrionale è capitale e porto principale dell’isola. Del suo splendido passato ci parlano non solo i musei ma anche molti monumenti. Il più emblematico in assoluto e suggestivo, soprattutto al tramonto, è senz’altro la Portara, il monumentale portale marmoreo alto 6 metri e largo 3,5 , unica parte superstite di un tempio ionico, presumibilmente dedicato al dio Apollo, costruito nel VI° sec. A.C. sull’isolotto di Palatia adiacente al porto, rimasto incompiuto.

Riemerge dal passato il sito archeologico della città micenea di Grotta, in buona parte sommersa dal mare o sepolta sotto la costruzione della parte settentrionale della città.

Non meno imponenti, ma certamente meglio conservate, le vestigia del passato medievale sono ben evidenti nel caratteristico dedalo di ripide viuzze, case bianche e dimore in pietra del centro storico nella Old Town medievale divisa in due borghi di origine veneziana Kastro e Bourgos. Risalenti al XIII° secolo, all’ epoca della dominazione veneziana, furono edificati per volere del crociato Marco Sanudo, nipote del doge veneziano Enrico Dandolo.

Bourgos (dall’italiano ‘borgo’, insediamento fortificato) si sviluppò limitrofo al Kastro e fu fin da subito il quartiere abitato dalla classe “borghese” . Passeggiare nel suo labirinto di stradine lastricate riserva sorprendenti colpi di scena e offre allo sguardo scorci e mirabili dettagli architettonici. Kastro, la cittadella, fu costruito all’interno di una cinta muraria che includeva il Palazzo ducale, le dimore dei nobili e dodici torri delle quali la Torre Crispi è l’unica superstite . Vi domina un’atmosfera di quiete con viuzze strette, cortili adorni di fiori e splendide antiche dimore in stile veneziano con gli stemmi sugli architravi.

Le Piccole Cicladi, così prossime da poterle quasi sfiorare, sono un valore aggiunto: un rifugio dove abbandonarsi alla natura, ora dolce e romantica, talvolta aspra. Sulle loro spiagge si recupera il lusso della pace e della tranquillità, della serenità e del ritorno all’armonia interrotto solo dal piacere di esplorarne la bellezza schiva e incontaminata e di gratificarsi con le delizie della tradizione culinaria.

Consci del valore inestimabile di un tale patrimonio ambientale i Nassesi hanno posto parte dell’isola, compreso il Monte Zas, e del suo mare sotto la tutela del network europeo Natura 2000.

Franca Spallarossa

Dal 1 luglio 2020 la Grecia riapre al mondo. Per info www.mfa.gr/italy/it/

Naxos non ha collegamenti aerei diretto con l’Italia, bisogna fare scalo all’aeroporto internazionale di Atene da cui dista circa un’ora di volo.

Una valida alternativa è volare a Mykonos o Santorini e da lì raggiungere Naxos via mare tramite il frequente servizio di collegamento con traghetti e catamarani.

L’isola è ben collegata con traghetti a molte altre isole, compresa Creta.

Per informazioni www.naxos.gr