Sicurezza negli autodromi: l’italiana DZ ha ottenuto l’omologazione per le bandiere luminose sui circuiti di grado 2 dove corrono MotoGP e Superbike

di Stefano Bergonzini

Forlì – Parte dalla MotorValley la rivoluzione delle bandiere elettroniche che dovrebbero aumentare in maniera significativa la leggibilità delle segnalazioni da parte dei piloti e quindi la sicurezza.

Dopo una sperimentazione che dura dal 2008, nei circuiti di Imola, Vallelunga e in altri autodromi, la DZ Engineering, azienda del Dino Zoli Group con sede a Forlì, nota nel settore per avere realizzato gli impianti del Marina Bay Street Circuit di Singapore, dove nel 2008 è iniziata l’epopea dei GP in notturna lungo circuiti cittadini, ha ottenuto dalla FIA l’omologazione per i circuiti di grado 2, dove attualmente si disputano le prove di MotoGP, Superbike e altre competizioni internazionali. Attualmente lo stesso team del progetto del 2008 sta lavorando ai processi di omologazione, sempre da parte della FIA, anche per i circuiti di grado 1 (Formula1) e  grado 3 (competizioni nazionali e internazionali). Tra qualche anno, i sistemi di segnalazione diventeranno obbligatori su tutti i circuiti motoristici.

La DZ è una delle poche aziende al mondo che può fornire un pacchetto di soluzioni tecnologiche completo (dall’illuminazione di pista all’elettronica speciale) per Circuiti di ogni categoria e grado.

Per questo DZ Engineering ha sviluppato in accordo con le linee guida della Federazione , un progetto per la realizzazione di bandiere di segnalazione elettroniche che possano essere di supporto al lavoro dei Marshall. La notizia è stata accolta con grande soddisfazione al quartier generale della DZ in Viale Bologna a Forlì, nel cuore della terra dei motori. Il progetto si è avvalso dell’esperienza di Giancarlo Minardi, tra i più grandi Costruttori di vetture Formula espressi dalla MotorValley, oggi presidente di Formula Imola.

«Un risultato importante che abbiamo maturato in oltre dieci anni di esperienza nel settore -commenta Roberto Grilli General Manager di DZ Engineering-. La capacità di comunicazione wireless tra tutte le componenti del nostro sistema è la caratteristica che lo differenzia e lo rende unico al mondo. Il nostro brevetto ci permette di sfruttare la tecnologia, oramai comune dei tablet touch screen, per controllare e comandare le  bandiere luminose, con il grande vantaggio della rapida personalizzazione senza venire meno agli standard di sicurezza. In quest’epoca di digitalizzazione dove le nuove generazioni sono sempre più connesse, era fondamentale portare l’innovazione anche in questo campo. Siamo orgogliosi che questo progetto parta dal territorio che tanto ha dato per l’evoluzione dello sport motoristico e delle competizioni».

Il nome DZ divenne noto in tutto il mondo nel 2008, durante la prima edizione del GP di Formula 1 in notturna a Singapore, lungo il Circuito cittadino illuminato interamente dall’azienda romagnola, il team di ingegneri che lavorava lungo la pista cominciò a interrogarsi se le bandiere sventolate dai Commissari di percorso potessero essere viste anche di notte o se non fosse meglio ipotizzare un sistema di comunicazione più visibile. Dall’idea si passò al progetto, e nel 2008 sul Circuito di Marina Bay a Singapore, il sistema di bandiere elettroniche fece la sua prima apparizione, suscitando interesse per il metodo di comunicazione rapido e sicuro. Nelle stagioni successive poi la FIA decise di incrementare la sicurezza su tutti i circuiti a livello internazionale, istituendo nuovi regolamenti per tutte le gare di Formula 1 che prevedono l’inserimento di questi sistemi. DZ Engineering ha proseguito con lo sviluppo delle bandiere luminose denominate DZ-eFlag e ha ottenuto dalla FIA l’omologazione per i circuiti di grado 2.